Arianna Candido
...il genio non perde mai di vista l’ obiettivo costante della sua ricerca: “Dare un’anima a tutto ciò che crea”

 

IL MIO TALENTO Arianna Candido, pittura
“Dare un’anima a tutto ciò che creo”questo è l’obiettivo dichiarato della ricerca creativa di Arianna Candido. Lo ha affermato in diverse occasioni e con convinzione; una scelta “irrevocabile “, la definisce, che “caratterizza il mio percorso artistico”. E’ proprio quella precisazione che ci consente di capire con quale chiave di lettura dobbiamo codificare le sue opere, altrimenti incomprensibili all’approccio superficiale o esclusivamente estetico. L’artista Arianna Candido utilizza una tavolozza ricca, che d’incanto si traduce sulla tela in armoniche cromie, in un clima generale di assonanze tra contenuti e linguaggio pittorico. Voli acrobatici si scatenano in visioni liriche, ora forti dai toni introspettivi, ora tenui, aggraziati, delicati e palesi, in cui la visione scenografica scopre, a tradimento, la sua vocazione di compositrice di immagini teatrali: è proprio nella visione compositiva teatrale che ritroviamo la sua base creativa. Candido infatti utilizza elementi geometrici che sono strutturali e strumentali alla costruzione delle sue opere, essi vengono usati con competenza, grazia ed opportunità scenica, al fine di rendere credibile la comunicazione e la resa d’insieme che appare sempre equilibrata e consona agli obiettivi.
 
Nell’opera “ Tramonto alla finestra “ gli elementi geometrici ortogonali creano due scene concrete: uno spazio interno e uno esterno. Al di là della finestra si apre lo spettacolo della natura che qui viene interpretata genuinamente, nel momento in cui essa si prepara al riposo notturno: è il crepuscolo.
 
In questa tela l’equilibrio tra i piani prospettici in successione che compongono la scena si rivela sorprendente per la capacità dell’artista di coniugare elementi che hanno strutture geometriche differenti, come, ad es. tra le spirali della vegetazione e l’ortogonalità della finestra. Il tema del tramonto ricorre spesso nella pittura di Candido, segno evidente che il crepuscolo, e le sue differenti manifestazioni visive legate alle varie situazioni atmosferico- ambientali, ispira l’artista, che lo studia per cercare di capire meglio il fenomeno della meccanica celeste che lo produce - spogliandolo però dalle notissime ipotesi che produsse la Rivoluzione scientifica, da Copernico a Galilei, e da quelle della fisica novecentesca einsteiniana e oltre sul problema dell’infinità del mondo-per sottoporlo al vaglio della sua coscienza di essere umano e di artista. In questo modo il fenomeno naturale viene svincolato da approfondimenti e giustificazioni positive, per diventare una pura manifestazione dello spirito che si traduce in libera, originale e personale interpretazione. Di conseguenza il tramonto diventa il suo tramonto, unico, irripetibile.
 
Questo è il metodo di studio e di ricerca di Candido che è evidente in tutte le sue opere, anche in quelle apparentemente più “leggibili”, come nei “Girasoli”, esempio di equilibrio scenico che funge quasi da composizione musicale, tra toni bassi, acuti e pause, diesis e bemolle, tutti in armonia tra di loro; i fiori appaiono come inequivocabili note musicali distese sul pentagramma. Riflettendo più in generale sull’attività artistica Di Arianna Candido, non è difficile Individuare in una serie di “citazioni” Gustav Klimt, Paul Klee e, in misura larvata, l’espressionismo linguistico di Vasilij Kandinskij. Più evidente risulta invece l’accenno al Modernismo o Stile floreale italiano, cheemerge in diverse opere di tipo decorativo, alla maniera delle vetrate domestiche odei luoghi pubblici realizzate tra la fine dell’Ottocento e la prima decade del Novecento.
 
Arianna Candido si misura anche con le installazioni decorative, senza tuttavia perdere il senso pittorico e scenografico che la caratterizza, come ben dimostra il “Sole in gabbia” Che dire poi dei numerosi dittici, trittici e polittici, nei quali il suo genio artistico sembra continuamente esondare da uno spazio all’altro senza alcun timore di cadere nel retorico o nel banale, perché il genio non perde mai di vista l’ obiettivo costante della sua ricerca: “Dare un’anima a tutto ciò che crea”
 
Marcello IPPOLITO
 
Arianna Candido, pittura